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wolverine [ Anarchy, King of fighters, poco altro oltre a tutto ]
 







VOTATE
CIOFFI AL CNSU


19 aprile 2007


LEZIONI DI CONSULENZA

Lezioni di business consulting

  • Essere cazzuti
  • Essere strutturati
  • Prendere appunti quando si parla di qualcosa
  • Lavorare in maniera scrupolosa
  • Definire ogni giorno il programma da eseguire e i task da compiere
  • fare i paraculi: ogni cosa che si dice o si fa deve avere causa, motivazione, indicazione della fonte da cui è presa l'informazione
  • agire in maniera totalmente logica

Vaffanculo ho finito, senza riuscire a fare niente di tutto quello che ho scritto sopra




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19 aprile 2007


ALLORA:

Sento le ultime notizie e mi girano i coglioni.
Quale sarebbe la vostra reazione se sentiste che:


Emanuele Filiberto pensa alla politica attiva in Italia

Dei rottweiler uccidono una bambina ( sistemi antifurto no? avere dei cani è più semplice? Comprate almeno dei cani intelligenti, cazzo)

Enel investe in centrali nucleari più vecchie di Cernobyl

Esiste ancora il terrorismo politico in italia

Esiste ancora il terrorismo religioso in Europa: Turchia

e poi ho chiuso il giornale. Voi avreste continuato a leggere?





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5 aprile 2007


DETERMINAZIONE A COLPIRE - parte?

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Avete due clessidre, una di 7 e l'altra di 3 minuti. Come fate a misurare 11 minuti?
(anonimo rompicoglioni, in sede di colloquio)
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L’aria drogata ci faceva sentire ubriachi mentre lottavamo per un cm di spazio vitale in più all’interno delle auto. Il gruppo all’esterno avrebbe avuto vita facile ad avvicinarsi e spararci se non fossero arrivati i rinforzi: Rokky, Jude, Yang e Neve,oltre a MOD.

Yang cercava Ororo guardando all’interno delle auto, temendo che la ragazza fosse stata schiacciata da qualcuno di noi; gridavano isteriche il suo nome maledicendo il momento in cui ci eravamo iscritti al “gioco”.

Ai colpi ripetuti dal cannone di MOD corrispondeva l’esplosione delle sacche di vernice del gruppo davanti a noi; l’espressione dei fessi lì davanti cambiava all’esaurirsi dell’eccitazione per il finto combattimento. Sbattevano la testa contro la realtà, la risacca sugli scogli poco lontano faceva la stessa fine. Altri fuggivano, come i ragazzi nelle auto del blocco stradale.

Rokky era vicino alle auto, ci faceva segno di uscire. Le ragazze giravano intorno disperate mentre chiamavano i cellulari di franci.

 



Ma il suo cellulare era scarico,le gambe incedevano lente, barcollando sulla strada opposta di ritorno verso rivabella. L’effetto della droga e dello spavento nel vedere il casino di prima l’avevano fiaccata nello spirito, come la delusione nel vedere gli amici non essere capaci a controllarsi in una situazione simile. Non stavano capendo più un cazzo da almeno un’ora.

Voleva tornare a casa, da sola.

L’auto la accostò lentamente , il finestrino già abbassato perché il guidatore potesse godersi la vista del culo della ragazza senza il vetro sporco a rovinare la visuale……………      La macchina necessitava di una ripulita, ma per andare a troie andava bene. Aveva la pelle un po’ scura ma non sembrava straniera….sicuramente però si era fatta una dose: bastava rivolgerle la parola e sarebbe entrata in macchina, con trenta euro se la giocava : “Ei dove vai?” “Vieni, ti accompagno io”, disse l’uomo.

Lei era confusa come non mai ma di una cosa era certa, arrivare a casa a piedi da lì sarebbe stato difficile. La voce di quell’uomo le sembrava rassicurante come le sue fattezze; le somigliava al padre di una sua amica, una del liceo con cui era tornata spesso a casa, sì, sicuramente era lui…..Chissefrega, sarebbe tornata a casa con quell’uomo, la madre la stava aspettando e il cellulare ormai scarico non la aiutava. D’altra parte il padre della sua amica l’avrebbe sicuramente fatta chiamare a casa!.

Mentre stava per entrare nella macchina sente una voce dietro di lei…..con un’intonazione così tranquilla, come se chi stesse pronunciando il suo nick volesse provarci con lei…….

“Orooooroooooooo………”

Lei si gira stupita………”ororo che stai facendo? Dove sono gli altri che li ammazzo tutti??”

Non riesce a contenersi per la felicità di vedere l’amico, in macchina…non sapeva che si fosse unito al gioco anche lui. “MAAAAAAX”

“no. Mi chiamo “COMPETIZIONE”,please……

“ecco bravo mo portami a galatina a casa poi vai a competere dove vuoi.”

L’uomo che l’aveva avvicinata in precedenza aveva capito che non sarebbe riuscito a guadagnare un bel nulla dalla situazione, ingranò la marcia e passò a 20 cm da ororo che a malapena si reggeva in piedi.

 

Noi obbediamo alla voce insistente di Rokky che ci chiede di scendere dalle auto…non stavamo capendo niente ma tenevamo le armi in pugno credendo che ci fosse ancora qualcuno in giro da colpire. Invece stavano lì, colpiti e stesi per terra fermi come prescriveva il gioco per chi fosse stato eliminato.

 

Io esco e barcollo come si avessi bevuto prima di essere picchiato alla nuca. Puntavo il fucile verso la massa di gente dall’altro lato e comincio a sparare.

MOD, sceso dal camion, si mette a ridere: “Ma comu stati??”. Sia io che Arca stavamo sparando come ossessi verso il nulla. Cesa e gli altri guardavano verso le auto del blocco stradale, avvicinandosi con la voglia di uccidere gli avversari a mani nude.

I nuovi arrivati sorridevano nel vederci in quello stato tra il comatoso e il pazzoide; noi eravamo messi male e non ci capacitavamo dell’accaduto.

Rokky:”Basta, li abbiamo colpiti tutti! Fermi che non vi reggete in piedi!”.

Yang:”Ragazzi ma perché avete bevuto?Vi siete ubriacati? ”

Neve:”Secondo me sì, si sono ubriacati”

Yang”ASPETTA, mi chiama Massimiliano!..........”Max, ciao”

Ororo:”No Grazia, sono checca”

Yang:”EEIIIIIIII, c’è Francesca!!!!!!!!!” Neve e Mari si avvicinano preoccupate. “Dove sta?”

Ororo:”Sto con Max, mi sta portando a casa………..prima o poi ci sentiamo, ciao!”

Yang:”Franci, ma che stai dicendo? Come stai? Hai bevuto?”

Ororo:”Io sto benissimo, siete voi che mi state rompendo le scatole, ciao ci risentiamo”.

Neve:”Ma che succede?” Le ragazze si guardavano allibite, che cazzo era successo prima che arrivassero?

 

Viron era visibilmente alterato, un po’ come tutti: “Ancora sta storia che abbiamo bevuto? Ma secondo te ci riducevamo così? Siamo drogati, ci hanno drogati!!”
ROkky:”Vabè calma adesso, non c’è bisogno che gridi”

Tra gli avversari che erano lì fermi, colpiti, uno fa per alzarsi perché si era rotto le palle di aspettare che il nostro gruppo.  Mentre si alza Arca comincia a sparare a ripetizione verso di lui. Il tipo non si aspettava tutto quel rumore e ritorna a terra, un po’ per lo spavento un po’ per aver perso l’equilibrio. Ormai la sua giacca era totalmente rossa, non c’erano sacche di vernice che potessero esplodere.

ARCA:”iti vistu: se non lo colpivo io mo ci eliminava lui!”

MOD:”Ce caz dici, vane……non lo vedi che era già rosso? Era già eliminato?”

Cesa:”non dire cazzate, non è vero”

Torre scrutava i movimenti del Gruppo 70, a terra per trovare qualcuno a cui sparare. Duke accanto vomitava l’antipasto del cenone di natale.

Il ragazzo di prima fa per rialzarsi, tanto ormai sarebbe già stato multato per il suo comportamento, ma dopo essere stato eliminato non gliene fregava più niente. L’attenzione e i riflessi erano soffocati, ci accorgiamo troppo tardi che nell’alzarsi solleva l’arma e fa fuoco verso di noi.

Il giubbotto di Arca si tinge di rosso opaco, ora che lo vedo anche il naso era rosso. Ma si trattava di sangue. Chissà che cazzo era successo nella BMW…..le nocche di M parlavano chiaro.

Cesa e Torre sparano verso il tipo, ma questi era ormai fuorigioco, le sacche non potevano rilasciare il loro contenuto un’altra volta.

MOD:”Gabriele calma, quello era già eliminato, l’arma deve essere difettosa perché ha sparato comunque, ma il suo colpo non vale: tu sei ancora in gioco, lui no!”

M:”Il regolamento dice che se esplodono le sacche si è fuorigioco, cazzo! Significa che quello poteva ancora sparare!” La sua voce era roca, ed era troppo serio nel discorso.

Arca solleva il fucile e lo punta su MOD:”Allora se io sono eliminato e ti sparo tu rimani comunque in gioco, non ti succede niente, o sbaglio!”
Rokky: “Ma questo sta impazzendo!”

Jude:”Dai, ragazzi fermi, basta”

A me non fregava niente di quello che stava succedendo. Ero concentrato sugli occhi di una ragazza stesa là in mezzo, e camminavo nervosamente con l’arma tra le mani. Volevo essere io alla guida del transformer: quei due non erano stati nemmeno capaci a trasformarlo in robot antropomorfo. Sicuramente non avevano premuto il pulsante giusto. Imbecilli……..

 

ARCA: “mo ti sparo, tanto non succederà nulla…” Viron si avvicinava per sottrargli l’arma mentre MOD rispondeva allontanandosi verso il camion e puntando la pistola verso l’aggressore: “Gabriele tu non sei affatto eliminato, ma se ti sparo io lo sei, quindi è inutile eliminarci a vicenda”. Viron era ormai alle spalle di ARCA.

Cesa:”Vince, che stai facendo?”

Viron è ormai su di lui e, dietro, Torre tiene il fucile sollevato…………..

 

Continua……….




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27 marzo 2007


CANDIDATURE APERTE

Condicio sine qua non possa postare la prossima parte della storia ( scritta su carta che per poco non lascio in treno (capirete che perdita per il panorama letterario mondiale)) è che qualcuno venga a lavorare qui al posto mio.

Requisiti: saper fare le cose che dovrei fare io, e possibilmente spiegarmele perchè non c'ho capito un cazzo.

Non è richiesto training.




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22 marzo 2007


SE E SOLO SE

Se si verifica ciò che dovrebbe, questo fine settimana avrò 6 ore e mezzo di treno (andata) e 6 ore e mezzo di treno (ritorno) per scrivere ancora la storiella..................che prima o poi
finirà.........
Oggi sacro e profano:











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20 marzo 2007


V COME VENDETTA

Il film V COME VENDETTA,  uscito credo 3 anni fa, è una delle più recenti e affascinanti opere d'arte ispirate dal concetto di Anarchia.

""Anarchia non significa «senza ordine»; significa «senza capi»"". Questa è una delle tante frasi che vi vengono pronunciate per bocca del protagonista. Le altre, ancora più interessanti, potete trovarle su wikiquote


Quando leggo di qualcuno che si lamenta di Grillo ( o di chiunque ha le palle piene di tante situazioni) penso sempre a quanto sarebbe bello strutturare la società in assenza dei capi di cui invece nessuno si lamenta, persone che hanno potere e cercano di accrescerlo, rispetto cui Grillo è molto più competente e inoffensivo.

La politica è uno strumento di potere, è un'arma, è un muro invalicabile. Ciò che i politici fanno di buono è solo la punta di un iceberg, e come mi insegnate quasi il 90% della massa dell'iceberg si trova sott'acqua.

Quella punta potrebbe essere raggiunta e ingigantita con altri metodi. Se avrò tempo ( decenni) li strutturerò. Sono un pò lento quando si tratta di queste cose.




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15 marzo 2007


DETERMINAZIONE A COLPIRE - parte ma non si sa se arriva

Il passeggero dietro di me si stava finalmente svegliando. Teneva la testa poggiata sulla portiera e durante il viaggio, mentre dormiva, aveva più volte premuto il comando elettronico che abbassava e alzava il finestrino, per poco non mi si congelava il collo a furia di spifferi freddi nella macchina.

Seguivamo la Mazda lanciata verso la coppia di ragazze in moto.

“Ei ma cosa stiamo facendo?” Aveva ancora la bocca impastata dal sonno……..”Penso che stiamo per entrare a Lido Conchiglie” rispondo “2 tipe ci hanno attaccato con una specie di bomba, per poco Lucky e Derry non ci rimangono, ora cerchiamo di prenderle”

“MA CHI SE NE FREGA!!...  Dobbiamo andare a Santa Caterina, è quello l’obiettivo primario, lascia perdere il resto”

“Ok”, rispondo, senza stare a contraddire troppo uno che ha viaggiato tutta la notte e si è appena svegliato……….” Diglielo tu allora, ma se loro scendono verso le Conchiglie li seguo………ecco, sento gli auricolari e i microfoni funzionare, puoi parlare urbi et orbi”

“Torre mi senti?????”.

Torre: “Eiiiiiiii, nobiltà, t’hai svegliato finalmente, ”.

Duke: “Mi sarei dovuto svegliare prima, qua vedo che non si sta facendo come avevo detto”.
Viron, dalla Bmw: “Nu ziccà cu rumpi……….”.

Grizzlie, che guidava la Mazda con Martina e Gero: “nooooo, da quando siamo arrivati al punto d’incontro a Galatone, eravamo io Duke e Arcangelo, prima che arrivaste voi, già aveva deciso di rompere le palle con delle strategie di guerra politica”””””.

Arcangelo:”Aldu de *******”.

Duke: “Sì ma adesso non scendiamo veramente in questo paesino del cazzo, che se è vero che stiamo inseguendo la moto si finirà che là sotto ci aspetta un’imboscata, di sicuro…..”.

Torre: “è vero, conviene che andiamo dritti, lasciamo stare”.
La moto aveva ormai svoltato sulla sinistra procedendo all’interno del paesino, Lido Conchiglie, un “ex grazioso “centinaio di case a poche decine di metri dalla riva del mare. Lo Jonio ci guardava.

Superiamo il primo agglomerato di case lasciando le ragazze in moto alle nostre spalle, sulla sinistra. Non facciamo in tempo a vedere la montagna spaccata ergersi sul litorale che notiamo un blocco dritto innanzi a noi, delle auto ferme e gente armata, in piedi.

La BMW davanti  a noi frena bruscamente e le altre auto, compresa la mia, sono costrette ad una violenta sterzata mentre frenano evitando l’impatto.

Rimaniamo un attimo bloccati guardandoci intorno per capire che cazzo sta succedendo, venendo assaliti da un gruppo di gente armata che corre verso di noi……… La nostra auto era a 100 metri di distanza dal blocco stradale e a 150 da quegli sfigati che pensavano di assaltarci manco fossero degli Spetnaz.

“Sfruttiamo le case alla nostra destra , mettiamo le auto a cerchio così da avere una copertura sia davanti a noi che alle nostre spalle” adesso eravamo rivolti verso la minaccia principale, il gruppo che si stava trincerando davanti alla salita e stava cominciando a spararci. Il blocco stradale rimaneva lì, sennò l’avremmo oltrepassato e saremmo andati per i cazzi nostri.

Il rumore causato dagli scoppi delle armi era impressionante, ma le nostre auto erano ancora pulite. Se fossimo stati colpiti al corpo la vernice sarebbe esplosa sporcando tutto.

Alcuni di noi scendono dall’auto, ovviamente dal lato destro, coperto……………..Ma quando arrivano MOD e gli altri?

Anche quelli là sotto sono coperti, se avessero continuato a camminare verso di noi si sarebbero fatti prendere in pieno dalle raffiche. Non faccio nemmeno caso ai loro sguardi e alla merda che esce dalla loro bocca. Spariamo e basta.

 

Una sfera si solleva in aria. M: “ E’ tipo la bomba di prima!” Se scoppiasse nel nostro semicerchio ci ritroveremmo rossi e bianche come la bandiera del Canada. E senza foglia d’acero, qualcuno qui se la fumerebbe.

Entriamo nelle auto e chiudiamo le portiere, guardiamo il finestrino di destra come se da un momento all’altro dovesse scoppiare . Ma non succede niente……………solo uno strano odore.

Abbassiamo il finestrino di  sinistra quanto basta per puntare i fucili, l’odore acre pervade le auto. Il suono dei caricatori comincia ad avere un’intensità diversa; abbraccio con lo sguardo il paesino, la spuma nel mare,  il gruppo davanti a noi, vedo le facce roteare, preoccupate ed eccitate per un assalto così ben orchestrato.Nelle auto accanto noto movimenti strani; Martina è in mezzo al semicerchio  con la testa abbassata rivolta verso l’asfalto  osservando una strana macchia marrone e verde, liquida,  non si capisce se stia entrando o uscendo dalla sua bocca, mentre i rumori riprendono e la macchia marrone diventa rossa; sembrava che il cuore di Martina fosse esploso, che povera ragazza, chissà se è morta , sarebbe un peccato, ……mi gira la testa cazzo. L’aria è drogata.

La nausea mi prende mentre vedo un camion rosso e grigio muoversi oscillando verso di noi…..sorrido perché capisco che è Megatron, il Transformer; l’organizzazione deve aver speso parecchio per mandare un robot giapponese ad ucciderci, forse è quello della Cytroen C4…………..poi ci sarà pure il film, che poi non ha senso parlare di film, ormai tutto è digitale le pellicole manco esistono….che cazzo dico al cinema usano le pellicole, che non sono quelle domopak ma quasi con la pubblicità dei ragazzini che comprano il pollo e lo lanciano sulla fontana, tanto non si bagna perché c’è la pellicola………che bello, come il vomito sul cruscotto davanti a me. Da dove è uscito?

 

MOD: “mi sentite?” Nessuna risposta, ma i movimenti all’interno delle auto davanti erano eloquenti.

Rokki:”Non sentono, non funziona!”.

Il camion aveva appena raggiunto le nostre automobili, per poco Rokki non le tampona mentre nota il gruppo armato sulla sinistra ed il blocco stradale davanti.

Yang:”Oddio, che sta succedendo?” lei e le altre ragazze erano nel rimorchio, non capivano cosa stesse succedendo.  Rokki:”Scendiamo?”

Mod stava cercando un modo meno suicida per salvare la situazione.  Rokki: “fermo il camion davanti alle auto, così da poterli coprire, scendiamo e attacchiamo il gruppo qua in discesa”

Mod:”Stavo pensando di colpire il blocco……..vabè………….. scendiamo”
Lo stridore dei freni accompagna l’apertura del rimorchio. Io, nella dodge, aspettavo il momento in cui si sarebbe trasformato in robot antropomorfo.

La torretta fuoriesce dal rimorchio ruotando intorno ad un asse, costituendo ora un’appendice del camion stesso, bilanciata dal peso della motrice. Sopra MOD era protetto da delle mascherine in plexiglass, che permettevano di vedere il bersaglio senza lasciare alcuna parte del corpo sprotetta. Le bocche dei cannoni sporgevano di mezzo metro.

 

Le ragazze scendono e passano sul lato sinistro del camion per venire verso di noi. Jude e Neve aprono le portiere delle auto, cercano Ororo e trovano noi. Io per poco non le toccavo il culo, e nemmeno gli altri sembravano stare meglio. Viron stava cacciando a calci Arca e M dal volante della BMW, con M che aveva le nocche rosse di sangue…..




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13 marzo 2007


GRILLO FOREVER

Da Mondomania che riporta alcuni testi degli spettacoli di Grillo:

"E' solo questione di tempo… quello che dicono le aziende genetiche: noi abbreviamo il tempo, noi facciamo cose straordinarie ma non interferiamo con la natura;due mesi invece che due milioni di anni.Così fanno delle cose straordinarie.
Il pomodoro, ad esempio: hanno preso il DNA del pomodoro, poi hanno preso il DNA di un merluzzo, li hanno messi insieme ed hanno creato il pomodoro che resiste al freddo, perché il merluzzo è dei mari del nord. E dicono "abbiamo solo abbreviato i tempi". Ma quale può essere la probabilità che un merluzzo si scopi un pomodoro? Quanto dovrebbe passare?
Voi direte che è impossibile. Non c'è niente d'impossibile. L'impossibile, se gli dai una miliardata di anni, diventa probabile, anzi scontato. Magari il pomodoro era lì, il merluzzo gli girava un po' intorno, passano cento anni, due milioni di anni, il merluzzo comincia a pensare "ma, cazzo, ci sta questo porco o non ci sta? Per me ci sta", il pomodoro l'ha visto e gli ha detto "vieni che ci facciamo una passata di quelle veraci".
Sarebbe anche successo. Ma la grandi aziende di genetica dicono: due mesi invece che due milioni di anni".




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13 marzo 2007


MA CHE CAZZO DICE??

La storia delle liturgie in latino ogni tanto ritorna. Io sono contrario a questo ritorno al passato. Che i nuovi preti imparino meglio l'inglese, che anzi tutti impariamo meglio  l'inglese, altro che il latino.

Conoscere il latino è interessante e utile, per l'innumerevole quantità di contenuti letterari che la civiltà romana e post romana ci ha lasciato, ma non mi piace nè il latino della Chiesa nè il latino della giurisprudenza.
In entrambi i casi serve a non far capire un cazzo a chi legge e ascolta.

firmo la petizione al Papa contro il ripristino del latino nelle liturgie:




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12 marzo 2007


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La storia arriverà, prima o poi, as soon as possible.

VI PRESENTO I PUBLIC ENEMY




Questo invece è Ice cube con Dre

 




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7 marzo 2007



L'autore di questi "ritratti" è il noto disegnatore italiano Gabriele Dell'Otto.
Al momento uno dei maggiori disegnatori Marvel e DC Comics







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1 marzo 2007


DETERMINAZIONE A COLPIRE - parte 7


Dio non voglia che l’uomo spacci un sogno della sua immaginazione per una realtà del mondo. (Bacon)



------------------2 giorni prima--------------------

 

 

Il venticello portava l'odore del mare d'inverno come due amanti che si accompagnano per mano, teneramente; il silenzio era interrotto solo dallo scrosciare dell'acqua, non certo dal respiro controllato e calmo dei pescatori, seduti a breve distanza l'uno dall'altro poco dopo l'albeggiare di quella fresca, sfortunata, giornata invernale. Confondere la concentrazione dei 3 con il silenzio sarebbe stato un errore.........la comunicazione avveniva eccome, ma non con le parole bensì con i pensieri e gli sguardi. Finora la pesca non aveva dato i frutti sperati ma la mattinata era appena cominciata.

Trovato uno scoglio al riparo dalle onde, i tre avevano montato una grossa esca, sui 12 cm, e cominciano a lanciare in mezzo alla schiuma; l’attrezzatura era costituita, tra l’altro, da filo in bobina 0.40 con shock 0.60, dotato di una resistenza all'abrasione particolarmente indicata quando si pesca dagli scogli.

Qualcosa ferma  il movimento dell’esca, qualcosa si muove in maniera potente e inarrestabile come solo un pesce predatore potrebbe. Karl pensa ad un grosso barracuda mentre si porta via decine di metri di filo per poi riconoscerlo quando spunta sul fondo: è un dentice, maestoso.

Karl stringe la frizione e lo costringe a rallentare la corsa. Poi si ferma permettendo di avvicinarlo recuperando buona parte della lenza sbobinata. Asseconda le ultime due fughe quando giunge in prossimità degli scogli, poi lo vedono emergere esausto. Sia Karl che Mack conoscono gli scogli alla perfezione, saltano su una roccia quasi al livello del mare, avvicinano la preda, poi attendono un onda che consente di portarlo verso di loro.

Dopo qualche secondo il pesce viene sollevato dall'acqua, gli schizzi bagnano entrambi mentre lo prendono e lo sistemano nel secchio. Si trattava di un dentice di peso superiore ai 5 kg.

La pesca era giunta a compimento; potevano rilassarsi, seduti, guardando il mare.

La soddisfazione di poter tornare col pescato li aveva riscaldati. E distratti.Nascosto dalle rocce, l’uomo che si avvicinava alle loro spalle pregustava lo spavento che avrebbe visto nei loro occhi: erano indifesi di fronte alla sua preparazione fisica e nel combattimento corpo a corpo.

Avrebbe colpito il più massiccio dei tre alla nuca dandogli tempo di colpire gli altri 2 alla carotide , o sotto lo sterno, per bloccare la loro respirazione e renderli inermi. Non avrebbe dovuto provocare alcuna ferita visibile.

Il suo primo obiettivo era ormai a breve distanza quando sentì, come da lontano, il rumore di un guscio che si spacca; in una frazione di secondo capì che proveniva da sotto i suoi piedi: aveva schiacciato un granchietto appena uscito da una rientranza all’interno dello scoglio.

Compì allora il secondo errore della giornata: abbassò impercettibilmente gli occhi per vedere la cazzata che aveva fatto. Le 5 nocche che gli arrivarono sotto la gola furono così fulminee da stupirlo. Quello che sembrava un nazi l’aveva colpito togliendoli coordinazione e respiro.

Compie un balzo indietro per sfruttare l’inesperienza dei tre ragazzi e riprendere le forze.

Uno dei tre gli rivolge la parola: “CHI CAZZO SEI???”.

“Bene, sono bravi ragazzi, sennò mi avrebbero già tramortito senza nemmeno porsi il problema”, il tipo aveva ripreso il controllo della situazione; ansimando rispose:“Aiutatemi, sono un pescatore”.

I tre si guardarono l’un l’altro, forse si trattava di un povero scemo o peggio di uno che voleva derubarli, oppure un omosessuale.

“Non riesco a respirare”.

Smith:”Nonnu, avverti quando t’avvicini!”

Arcangelo s’avvicina per risollevarlo, tende il braccio quando il tipo con un movimento rapido fa leva sul gomito e lo getta a terra. Non doveva nemmeno generare fratture o lussazioni, sennò gli avrebbe lasciato intero solo l’osso del collo.

Da terra Arca tira un calcio colpendo l’uomo a lato del ginocchio; questi si piega gridando per il dolore mentre Karl gli tira un calcio in faccia: all’ultimo momento decide di prenderlo al lato del collo sennò la forza del calcio l’avrebbe ucciso.

L’uomo cade a terra dolorante.

Nonostante la pronta reazione i tre erano sbalorditi, “Li morti soi…………. stu cuione”

“Ma tutti nui li troviamo?”

La cosa era ancora più strana perché il movimento eseguito dall’uomo poco prima dimostrava conoscenza ed esperienza nelle arti marziali, abilità difficile da trovare in un pescatore. Cercando di capire chi fosse il loro cervello stava girando a vuoto.

“Andiamocene….”I tre proseguono in silenzio verso la loro auto, e con passo veloce. Si guardano indietro per controllare se sono seguiti dallo stronzo di prima o da qualche altro che desiderava mazzate in quella mattinata del cazzo. Mack mette in moto l’auto a fatica, in retromarcia sul terreno sabbioso manovra l’auto per rivolgerla verso la strada, quando vede con la coda dell’occhio l’uomo di prima,  in ginocchio, ad osservarli.

“Sta nni guarda”. Gli altri due si voltano e per la prima volta in vita loro vedono la fiammata fuoriuscire dall’arma, contemporaneamente allo scoppio dello pneumatico posteriore destro, e quindi del sinistro.

“Scendete!!!!SCENDETE”. Niente ragazzi niente soldi. Niente soldi niente di niente. Niente ragazzi, un cazzo. Il pensiero aveva fatto riprendere l’uomo, in ginocchio per poter prendere la mira e sparare senza dover combattere col dolore alla gamba destra.. Stava correndo un rischio grandissimo con quell’arma da fuoco, nessuno lo aveva autorizzato a servirsene né sapevano che ne avesse una.      

Karl“Vai vai lo stesso………….”

 “Ca se spara!!!!!”

Arca“VAAAAAAIIIIIIII”

Il lunotto posteriore si ruppe provocando un rumore così forte e improvviso da stordirli: istintivamente Mack abbassò la testa portando le mani al capo per la sensazione di essere stato colpito, ma si trattava solo di frammenti di vetro resina. Karl dietro si stava riprendendo dallo shock nelle orecchie, maledicendo l’attimo in cui non aveva calciato mirando alla tempia destra piuttosto che al collo.

L’uomo li raggiunse spalancando la portiera anteriore e tenendo la pistola puntata sul guidatore. Rapidamente si portò la sinistra in tasca, prese l’ago è lo infilò alla base del collo del giovane.

Karl venne  punto sulla gamba mentre stava scalciando per difendersi. Intanto Arca scende dall’auto dalla parte opposta, scattando con la schiena abbassata per affrontare il criminale.

Intelligentemente mirò la sua carica verso il ginocchio destro, facendolo gridare mentre questi lo colpiva alla testa con il calcio della pistola.

L’uomo decise di non andare più per il sottile. Il ragazzo gli stava addosso tenendogli la destra per bloccare la pistola lontano dal corpo, ma la sinistra era libera. Con le dita toccò una pietra funzionale allo scopo: la prende e gliela sbatte sulla tempia.

Arca rimane a terra seduto e sanguinante, ma la ferita era superficiale. Dei rumori poco distanti spingono l’uomo a lasciarlo per terra, entrare nell’auto di Mack e ripartire con i due narcotizzati. L’organizzazione aveva parlato di almeno 2 ragazzi e ciò bastava. Il terzo poteva andare a farsi fottere.  

 

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Il volante della BMW sembrava più comodo dei sedili, tale era lo spessore del rivestimento in pelle. La vibrazione che gli venne imposta a seguito della brusca frenata si trasmise alle dita e alle braccia del guidatore che lo teneva secondo la robusta presa sportiva. In parte riacuì il dolore alla testa.

Stava ancora pensando alle giustificazioni e alle scusa addotte dalla ragazza-presentatrice, Daniela, e dagli organizzatori del programma, e alle preghiere di non denunciare l’accaduto. Dopo essersi ripreso aveva ricevuto il messaggio del rapimento e aveva chiamato M e gli altri che si stavano già recando verso Galatone. E qui si era unito agli altri.

Viron:”tutto bene? Quando vuoi che guidiamo  noi dimmelo……….ovviamente non mo che stiamo inseguendo la moto……………..”

M guardava in maniera interrogativa.

Arca:”tutto ok, tutto ok………………sta macchina................ frena subito”.




e non dite che su questo blog si ascolta solo rap:








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28 febbraio 2007


DETERMINAZIONE A COLPIRE - 6

Non i sensi ingannano, bensì il giudizio ( Goethe )

La telecamera mobile posta sul guardrail segue le auto che passano a oltre 130 km/h, lungo il curvane che porta al bivio Rivabella Gallipoli, a pochi km dal litorale ionio; l’inquadratura si porta con una interpolazione digitale perpendicolarmente all’ultimo bolide, zoomando sul particolare del simbolo DODGE sul portabagagli.




L’ampia distesa d’acqua sulla destra ci aspettava dal settembre dello scorso anno, con quel faro che spunta tra le macchie di schiuma e le rare imbarcazioni dei pescatori. Vedevo Lucky guidare il gruppo ed imboccare lo svincolo per Rivabella, ma con la coda dell’occhio controllavo che la Subaru non ci mandasse a fare in culo e fuggisse via sulla sinistra, per raggiungere l’estremità meridionale del litorale.

Derry insisteva per sostituirsi a Lucky nella guida della Mercedes:”mena, mo che superiamo la discesa la prendo io”.

Lucky: “No, mo aspetta, quando arriviamo davanti a Lido Conchiglie”.

Derry:”Che se siamo arrivati ormai!!”.

Lucky, sorridendo:”Hai ragione, infatti intendevo: quando arriviamo davanti al lido, passandoci al ritorno!”.

Ciascuno di noi aveva un microfono ed una cuffia sulla medesima asticella, aderente alla guancia destra e passante dietro la nuca, per cui sentivamo il discorso sbellicandoci dalle risate menandoci le solite stronzate. Intanto la Mercedes frena in corrispondenza dell’incrocio, sotto il cavalcavia della superstrada, per attendere il passaggio di due camion che proseguivano nella nostra stessa direzione; a fianco dell’auto di Lucky, all’incrocio, vedevo una MV Agusta con 2 tipe.




“Ei luck, son carine??”

Lucky: ”E che ne so, portano il casco”

Derry: ”il fisico sembra interessante”

Martina: ”Ma riuscite a parlare di altro? Ogni tanto???”

Derry, già ridendo al pensiero di quello che stava per rispondere:  ”Scusaci, hai ragione……………….senti ma tu quando ce la dai?”

Ororo:” NAAAAAAAA, ei, ma che vi prende ormai a tutti quanti?”

Intanto Lucky scambiava degli sguardi con le due ragazze, le quali sembravano apprezzare quella carrellata di auto di lusso che le stava affiancando. Quella che stava sul posteriore della moto era ben piegata in avanti scoprendo un vistoso tatuaggio che si confondeva solo parzialmente con il ricamo del perizoma nero.

Derry:”Abbassa il finestrino, chiedi dove vanno!”

Lucky:”No, che?,  lascia stare”. Dalle altre auto nessun commento.

I camion superano l’incrocio e sia la mercedes che la moto si immettono sulla destra. Superiamo le due ragazze che procedono a velocità ridotta finchè i camion non rallentano la loro andatura, e le due si riaffiancano al nostro apripista e lo sorpassano.

La ragazza dietro aveva tolto il casco, probabilmente lo indossava solo sulla superstrada; metteva così in bella mostra dei lunghi capelli castani, lisci e molto curati nonostante fossero stati appena schiacciati dal casco.

La mercedes fa una brusca accelerata sterzando a sinistra per superare i camion e avvicina le ragazze in moto. La  tipa dietro li nota e apre la bocca per esprimere il suo libero pensiero, con la lingua che umettava il labbro sinistro con naturale sensualità. “Bella quest’auto, è tua?”

“Certo, bella pure la moto…………..dove andate?”

La ragazza porta il dito all’orecchio facendo segno di non riuscire a sentire, e chiede di abbassare ancora di più il finestrino.

“Come si abbassano sti ……….Ah ecco” Il comando elettrico era nella parte inferiore della portiera sinistra; Lucky abbassa il finestrino completamente.

Lei fa un ampio gesto con il braccio destro e con la mano si tocca i capelli ora scompigliati a causa della velocità e si rivolge a Lucky con un ampio sorriso, ricambiato, mentre con la sinistra nascosta dal busto lancia una sfera verde militare all’interno dell’auto. È un attimo: Derry fa appena in tempo a notare la sfera che cade davanti alle sue gambe; le due stavano già accelerando in avanti mentre l’auto sbandava sulla destra sollevando con i larghi pneumatici una nuvola di sabbia e polvere.

“QUELLA TROIA!!......c'ha lanciato una granata!!!!! Ma non è scoppiata!”Lucky non si era accorto che invece si trattava di un ordigno che sarebbe “esploso” dopo pochi secondi, ma Derry l’aveva notata e presa in mano. Sentivo i loro discorsi ma stranamente nessun commento dalle altre auto

Derry"........lanciagliela sopra subito.......”

Lucky: ” Dammi che la lancio........”

La moto aveva distaccato la Mercedes di almeno una ventina di metri: Lucky si sporge dal finestrino e la lancia.

La bomba scoppia poco dopo, ancora in aria. Spruzzi di vernice rossa arrivano anche sul lunotto della mia Dodge, figurarsi come stava la Mercedes: il liquido colava sul lunotto bloccando la visuale, se non ci fosse stata la curva a breve distanza la situazione sarebbe stata esilarante.

 "Cazzooo non vedo una minchia!"

Lucky controlla la visuale sporgendosi ancora una volta all'esterno quando d'un tratto la Subaru e la Mazda lo superano inseguendo le moto.

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Continua........................




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27 febbraio 2007


MARVEL CIVIL WAR - parte a marzo



Comincia a marzo, trovate i fumetti marvel in quasi tutte le edicole

Per chi vuole vedere marvel USA invece: http://www.marvel.com/news/comicstories.766




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26 febbraio 2007


Steve Jobs è uno dei geni dell'economia digital: APPLE, PIXAR, IPOD e altro.

Questo è il discorso del genio, invitato presso l'università di Stanford.


Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.

La prima storia è sull'unire i puntini.

Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?

E' cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all'ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d'attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: "C'è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?" Loro risposero: "Certamente". Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l'adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.

Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l'ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all'epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell'attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.

Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l'unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.

Il Reed College all'epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.

Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E' stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all'epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all'indietro.

Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all'indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa - il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.





La mia seconda storia è a proposito dell'amore e della perdita

Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un'azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L'anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione - il Macintosh - e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall'azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l'azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.

Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me - come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l'ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L'evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.

Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi fondai un'azienda chiamata NeXT e poi un'altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell'attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.

Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E' stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l'unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.



La mia terza storia è a proposto della morte

Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: "Se vivrai ogni giorno come se fosse l'ultimo, sicuramente una volta avrai ragione". Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: "Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?". E ogni qualvolta la risposta è "no" per troppi giorni di fila, capisco che c'è qualcosa che deve essere cambiato.

Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose - tutte le aspettative di eternità, tutto l'orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire - semplicemente svaniscono di fronte all'idea della morte, lasciando solo quello che c'è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c'è ragione per non seguire il vostro cuore.

Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi "addio".

Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell'analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie - che era là - mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l'intervento chirurgico e adesso sto bene.

Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po' più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E' l'agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero un ragazzo c'era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E' stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E' stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E' stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell'ultima pagina del numero finale c'era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l'autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c'erano le parole: "Stay Hungry. Stay Foolish.", siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Grazie a tutti.




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23 febbraio 2007


ME NE FREGO




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23 febbraio 2007


DETERMINAZIONE A COLPIRE - pubblicità







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21 febbraio 2007


DETERMINAZIONE A COLPIRE parte 5

Lo spiazzo era  a pochi metri della discesa dalla superstrada verso Galatone. Non ci ero mai stato, quindi non sapevo quanto fosse vasto. Arriviamo e notiamo l’entrata per un garage sotterraneo; dopo esserci fermati all’apertura del garage decidiamo di scendere all’interno, mentre Cesa e Viron aspettavano in auto all’esterno per essere sicuri che non ci seguisse nessuno. Ero solo accanto a M, e guardavamo entrambi la segnaletica all’interno del garage con dei chiari riferimenti alle nostre squadre e con delle frecce che indicavano la direzione. Quello che all’inizio sembrava un garage diventò presto un lungo tunnel sotterraneo.Lucky era davanti a noi, con Martina e Gero.  Ci seguiva la macchina di Torre con Ororo e Derry.
Dopo qualche minuto vediamo dietro di noi la Viron mobile, che ovviamente stava sfrecciando per raggiungere la testa del corteo. Tra un sorpasso, una sgommata e qualche tentato tamponamento collettivo arriviamo alla fine del tunnel per trovare il garage vero e proprio. Ad attenderci al termine del garage c’erano 5 auto sportive. Ma la donna vicino alle auto era ancora più spettacolare.“Angu de..”. M, ridendo:”A me delle macchine non frega nulla, andate voi a prendere Mack che io vi aspetto qui !!“.
Gli altri erano già scesi, noi due parcheggiamo e ci avviciamo alla tipa, che intanto ci veniva incontro con 360° di sorriso. A noi sarebbero bastati 90° di piegamento sul bacino.“Salve ragazzi, sono Daniela, come state??” E ci saluta sbaciucchiandoci le guance e chiamandoci per nome. Una gran bella donna, sulla trentina, bionda e simpatica. Master parla a bassa voce nell’orecchio di Lucky, i due sorridono. “Allora ragazzi, come sapete dovete compiere un task, quello di liberare i vostri compgni che sono presi da un gruppo rivale, il gruppo 70” parlava come una conduttrice, ci stavamo chiedendo a quale punto del discorso sarebbero partiti gli applausi del pubblico.“Per aiutarvi nella vostra ricerca e nella vittoria della sfida l’organizzazione vi fornisce queste auto, vi piacciono???” Stava cercando di smuoverci con un po’ di ironia. Saranno state le auto o la situazione ma stavamo un po’ sulle nostre.

Master “Piacciono, piacciono”“Bene, adesso Andrea, il meccanico, vi spiegherà le caratteristiche di questi …..bolidi!”
Un uomo corpulento e sulla quarantina si manifestò da sotto una delle auto, stava steso fingendo di aggiustare qualcosa sotto la carrozzeria della BMW; era appositamente sporco di olio manco fosse uscito da dentro una fresa: “Ciao ragazzi, sono Andrea, vi voglio descrivere la bellezza di queste auto; qualcuno di voi le ha già guidate?”Ci guardiamo intorno senza prenderci la briga di rispondere ad una richiesta così inutile.

“Nessuno le ha mai guidate…..bene…….le auto che abbiamo dinanzi sono

 

  1. Mercedes CL versione AMG
  2. Subaru Impreza
  3. Dodge Charger
  4. BMW M3
  5. Mazda 323

 














“La Mercedes CL versione AMG è un bolide da XXX cavalli, XXX cilindri. AMG, allestitore sportivo per Mercedes, ha inserito …………………………..”
L'inquadratura passò dalla ripresa del gruppo davanti alle auto all'interno dello studio televisivo; era largo, spazioso, gli spettatori si trovavano a stretto contatto a pochi metri dal presentatore. “Lasciamo per un attimo i nostri players, stupefatti dalla possibilità di guidare quei bolidi, e guardiamo insieme l’RVM che descrive la reazione del gruppo 70 alla notizia dell’eliminazione dei suoi tre componenti, stamattina, presso la baita.  Come sapete per un disguido tecnico non abbiamo la registrazione video dell’incontro avvenuto tra Torre, Master, Martina e gli altri della crew, ma grazie al nostro contatto all’interno possiamo  dirvi che il gruppo ha scoperto del rapimento di tre dei suoi componenti e sta pianificando la reazione.Passiamo a vedere i tre prigionieri………”“STOOOP”“Cosa?” Il sorriso tirato del conduttore venne subito meno, mostrando un fastidioso volto serio e irritato. “Che succede??”     “La ripresa non è pronta” l’aiuto-regista stava 3 metri più in alto rispetto al palco, la distanza lo rendeva immune dalla sensazione di essere latore di cattive notizie davanti al conduttore e i produttori  del programma. C’era anche il pubblico ma di quello chi se ne fregava, a parte ovviamente la brunetta in terza fila.“Completato?” il regista invece era nervoso, se la sarebbero presa con lui. Tutto perché non riusciva a far capire che era inutile tanta fretta nella registrazione delle puntate, visto che ancora non si sapeva se e quando avrebbero risolto la questione delle autorizzazioni. Ma quella giovane televisione voleva fare tutto subito, e quindi doveva abbassare la testa. 5 mila al mese, ne valeva la pena. Il produttore stava ormai sbarellando: da giorni spargeva ansia cercando di velocizzare i tempi per qualsiasi cosa, così da far concludere la registrazione dell’intero programma contestualmente alla termine del reality. La sua barba ispida e i capelli folti si stavano ingrigendo, ma lo sguardo della puttanella che aveva chiamato per far “ridurre” i tempi burocratici era stato più che loquace; se avesse potuto scegliere avrebbe preferito lui, Ettore, il famoso Ettore manager “Telepiù”per vari anni, piuttosto che quel politico smidollato.

E pensare che sta ancora lì a trombarselo………avrei dovuto farli capire che doveva rimanere vivo, non volevo corrompere uno che si stava facendo l’ultima scopata della sua vita prima di avere un attacco di cuore, cazzo. Ora stava lì ad aspettare una chiamata dal tipo, mentre intanto la scena si interrotta. “La ripresa sta per cominciare……….La priorità in scaletta è passata alla diretta della comitiva FRONTE DI LOTTA……..come è stato rinominata l’unione dei gruppi DPF, MWC e gli altri, esterni e outsider inclusi.” Era il regista a parlare. Finchè ‘era da riportare cattive notizie, però, l’assistente era sempre chiamato in causa.“Il gobbo è pronto??”………”Sì..”

“4……3…..2…...1…..Vai”
 “Ben ritrovati al reality più  SOFT di tutti i tempi, l’unico programma che vi mostra come e dove sarete colpiti ………..ah ah. Non voglio ripetere quello che la nostra amica Alessandra “ (l’inquadratura passa sulla classica figa in jeans, magliettina  e giacca armani “ha già in precedenza ricapitolato: lo status del gioco, la classifica e quant’altro. Bene.

Passiamo allora al collegamento con la nostra inviata dai cieli della provincia di Lecce: Jenny!

Jenny ci senti?” Il presentatore teneva lo sguardo sullo schermo a destra che stava per sostituire l’inquadratura dello studio. “Vi sento!” Jenny era una simpatica ragazza di colore, con un sorriso smagliante che spuntava dal giaccone pesante che portava per coprirsi dal freddo in alta quota."Com’è la situazione da lì in alto jenny? “
“HO PAURAAAAAAAA!!!!!!!” lo diceva ridendo ancor più fragorosamente di quando era iniziato il collegamento; non mi sarei stupito se la battuta fosse stata scritta a tavolino. L’applauso interruppe il discorso del presentatore.
“Tranquilla jenny, e salutaci il cameraman che ci permetterà di vedere le azioni del prossimo inseguimento!”
“Con piacere…..Qui le auto sono partite da pochi minuti. La Mercedes guidata da Lucky guida il corteo, mentre Wolverine nella Dodge lo chiude…….” 
La ripresa si sposta sulla fila di auto.

"Stiamo sorvolando la strada che collega Lecce con Gallipoli………”

"Perfetto Jenny, a risentirci………….Passiamo ora alle frequenze audio e video dall’interno delle auto……..vi promettiamo un gran bello spettacolo tra pochi minuti”

 

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20 febbraio 2007


PROPOSTA SOVVERSIVA

La proposta riguarda il fantacalcio del prossimo anno. Permetterà , a mio parere, di aumentare il fascino del gioco.

I punti della proposta sono questi:

  •     estendere l'acquisto dei giocatori includendo quelli schierati in Serie B. Così ci sarà molto più mordente
  •     utilizzare il portale http://www.fantacalcio.kataweb.it/index.php?page=hp&idsezione=1&ck_fantacalcio=BADSESSION&tab=1 per avere i voti. E' immediato e include anche quelli di serie B.
  •    Aumentare il numero di giocatori acquistabili per ciascun ruolo.
  •    Rimanere a 500 crediti.
  •  




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    16 febbraio 2007


    DETERMINAZIONE A COLPIRE parte 4

    Requisito indispensabile per cominciare una ricerca è quello di cominciare a cercare, e fu proprio questa la razionalissima motivazione che spinse Cesa a sollevare la mano, abbassare la maniglia della porta e aprirla per uscire finalmente da quella cazzo di baita.
    Una tiepida luce spuntava tra le foglie del salice piangente, i cui rami si muovevano rumorosamente per effetto del vento; il fruscio non poteva però coprire la forte esplosione che sentimmo poco dietro di noi: sembrava una granata.  Puntiamo le pistole verso gli alberi e cominciamo a sparare all'impazzata, finchè la seconda esplosione, più vicina, ci convince che gli sterpi del giardino non sono così duri da impedirci di gettarci a terra.
    Stesi, ci guardiamo l'un l'altro continuando a sparare, non sapendo come difenderci........poi li vediamo: 3 tipi stavano immobili per terra a poche decine di metri da noi.
    M e Martina sono i primi a vederli e cominciano a sparare, ma dopo poco ci accorgiamo che i tre non stavano affatto reagendo, erano immobili e.......imbrattati di rosso. Chi li aveva colpiti con le granate?
    Mi guardo intorno e lo capisco. "Boom.......bella la terra? AH? "  Master ci sorprese, stava accanto a Viron e imbracciava il lanciagranate.
    Viron:"Avete sentito di Mack e KAR?"
    M, sollevandosi da terra:"Ei, sì, sentito"
    Master: "Per fortuna che abbiamo ricevuto il messaggio di sto casino, sennò avrei beccato sia loro che voi con questo fucile"
    Torre: "Ma quelli che avete preso chi sono?"
    Master: "Primo non pensate che siccome Viron sta accanto a me mi abbia aiutato a colpirli; lui stava qui a creparsi de risate...."
    Viron:"Ca se stavati tutti n'terra!!!"
    Ororo:"Che bastardo!!!!!!"
    Intanto ancora non si era capito chi fossero quelli colpiti; stavano immobili e in silenzio dietro di noi."Mi avvicino a loro, cerco di capire chi sono".
    Derry:"Vengo pure io"
    Ci avviciniamo ai tre per terra. Due stavano seduti,  l'altro stava steso e ci guardava.
    "Chi siete?"
    Ovviamente non rispondevano, dovevano fingere di essere fuori dal gioco temporaneamente.
    "Zitto Pà sennò ci squalificano" Derry mi ricordava che anche noi dovevamo comportarci come se i colpiti non esistessero nel gioco, pena una squalifica. Io allora mi limitai a guardarli bene in faccia, a cercare di trovare un segno particolare, se non addirittura un tatuaggio o ...... un orecchino......cazzo non avevano niente di particolare questi fessi. Corporatura media, castano scuro, facce normali, senza occhiali. Uno aveva più brufoli di Cassano ma se dovevo ricordarmelo per questo finiva che o vomitavo o avrei cominciato a fare incubi la notte.
    Derry:"Andiamo?"
    "Ok"
    Torniamo dai nostri che stavano ancora scherzando, tranne M e Torre che stavano al telefono per avere altre notizie dagli organizzatori.
    "Rispondono?"
    Torre: "No". In quel momento il cellulare di Torre inizia a suonare. Leggo il nome che compare sul display, e faccio segno a Torre di salutarmelo.
    Torre risponde:"MMMMMMMMMBuuuuuuuuutiiiiiiii........"
    Duke:"Meeeeenaaaa.......hai sentito che hanno preso Mack e KAR?
    Torre:"Siine Siine sapimu tuttu, mo dove dovremmo andare per cercarli, sai nienzi?"
    Duke:"Al tempo mi dissero che in casi simili avremmo dovuto raggiungere la postazione H, fuori Galatone, poco dopo lo svincolo per la superstrada".
    Torre ci ripetè le parole di Duke.
    Viron: "Aggiu capitu.......il posto dovrebbe essere lo spiazzo che si supera venendo da Gallipoli, quando si scende dalla superstrada e ci si inserisce sulla via per Galatone. Lo spiazzo a sinistra."
    Master: "Se hai capito andiamo.."
    M: "Scusate ma a che serve andare lì, stanno lì quei due?, e Duke che ne sa?"
    Duke, che al telefono aveva sentito:"No no no so dove stanno. Ricordo solo che dovevamo raggiungere quella postazione nel caso di battaglie particolari contro intere fazioni". Torre ce lo ripetè.
    Master, ridendo: "Allora sciamu.........e digli di tornare che noi non stiamo a combattere qui per lui"
    Torre, col cellulare che si spostava di continuo dall'orecchio alla bocca, manco fosse stato il prototipo di telefono dei tempi di Meucci : "Ha detto Master che se non torni col cazzo che ti fa vincere coi grattaevinci.........E comunque quando torni?"
    Duke:"Appena finisco, ma lo sapete che sto lavorando per voi........ no?"




    permalink | inviato da il 16/2/2007 alle 19:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (29) | Versione per la stampa
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